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FESTA DI S. ANTONIO ABATE Protettore degli animali

Antonio, santo. - Nato il 250 a Corna, nell'Alto Egitto,  e morto il 17 gennaio 356.  Rimasto orfano con una sorella, a venti anni distribuì i suoi beni ai poveri e iniziò varie esperienze di vita eremitica, nella quale lottò fieramente contro continui assalti del demonio. Crescendo il numero di ammiratori e discepoli, fondò due monasteri. Più tardi si ritirò sul monte Colzim, poi chiamato monte S. Antonio, presso il Mar Rosso, ove, dopo parecchi anni di solitudine, chiuse i suoi molti giorni. (più di 100 anni)

Il suo culto si inizia assai presto in Oriente; anche in Occidente appare già nel cosiddetto Martyrologium Hieronymianum e in quello di Beda; molto diffuso è nel mondo monastico, dove è considerato padre e modello di vita eremitica; ma si sviluppa moltissimo anche tra il popolo, specialmente in seguito alla traslazione delle sue reliquie (c. 1050) da Costantinopoli a Motte-Saint-Didier, detto poi Saint-Antoine en Dauphiné. Qui convengono molti a chiedere a S. Antonio abate la guarigione dal morbo herpes zoster, detto volgarmente ‛ fuoco sacro ' e quindi anche ‛ fuoco di S. Antonio. '. La loro frequenza provoca la fondazione di un ospedale (1095) e del sodalizio degli antoniani, che ai primi del 1200 diviene congregazione a voti semplici, e nel 1286 ordine di canonici regolari sotto la regola di s. Agostino. A tale istituzione è legata l'usanza, molto diffusa un po' dovunque nel Medioevo e conservata in qualche luogo anche oggi, di allevare dei maiali (che prestavano la carne per nutrimento e il lardo per medicamento ai malati), col concorso gratuito dei fedeli, che per devozione al santo permettevano a quegli animali dell'ospedale, distinti da un campanello legato al collo, di circolare per le strade e di entrare nelle case a ricevere cibo. Tali usanze hanno creato, per la figurazione di S. Antonio, i caratteristici attributi del fuoco, del campanello e dello stesso porco, che con meno probabilità si è voluto interpretare quale simbolo del demonio che tanto lo tormentò. La costante vicinanza del porco all'immagine di S. Antonio contribuì a farlo venerare anche come protettore di tutti gli animali, che oggi pure in molti luoghi son condotti nella sua festa, presso la chiesa, per venir benedetti.

A Roccasecca, in località S. Maria,  vi era la chiesa di S. Antonio Abate con accanto un ospedale per curare i poveri, che poi prese il nome Chiesa della Concezione. IN quel luogo si benedivano gli animali domestici, tra cui cavalli, mucche, ovini, galline, cani, gatti e l'immancabile maiale, ritratto spesso nelle immagine del santo.   

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